I Complessi

NAZARET [+] Espandi

Il complesso fu costruito per aggregazione di diversi nuclei nel corso di più di un secolo.

La costruzione originaria è ricordata in un’antica guida del 1514 che descrive una ”cappelletta concavata” con le immagini della Madonna e dell’arcangelo Gabriele (potrebbe trattarsi delle sculture di legno policrome collocate nell’odierna cappella dell’Annunciazione), costruita ad imitazione della casa della Madonna di Nazaret in Palestina. Questo vano, ai cui lati era accostato un portico aperto, è stato riconosciuto nella zona inferiore del fabbricato.

Al primo nucleo fu aggiunta, poco dopo il 1514, la “casa di Loreto” (attuale cappella dell'Annunciazione, c. 2) in cui era in origine posta la statua della Madonna col Bambino in terracotta di Gaudenzio Ferrari che fu poi trasferita nella cappella del secondo sogno di Giuseppe (c. 9) ove è tuttora visibile.

Negli anni Quaranta del Cinquecento, abbandonato l’antico luogo, al mistero dell’Annunciazione fu dedicato un nuovo vano (coincidente con la attuale cappella della Visitazione, c. 3). Circa trent’anni più tardi ulteriori cambiamenti portarono il mistero nella sua attuale collocazione. Mentre la cappella n. 3 fu dedicata alla Visitazione.

Tra il primo e il secondo decennio del XVII secolo il vescovo Bascapè fece chiudere il portico aperto contiguo all’antica Annunciazione per collocarvi la scena del Primo sogno di Giuseppe (c. 4).

Oggi il complesso comprende le cappelle dell’Annunciazione (n. 2), della Visitazione (c. 3) e del Primo sogno di Giuseppe (c. 4).

BETLEMME [+] Espandi

Il primo nucleo di questo complesso è ricordato nella guida del Sacro Monte del 1514. In uno spazio articolato erano allora poste le immagini della nascita di Gesù in una mangiatoia, dell’adorazione dei magi e della presentazione al Tempio, sculture in legno o in terracotta policrome o dipinti.
La disposizione spaziale e i dettagli costruttivi del vano centrale (le scalette che salgono verso destra e sinistra, l’altare, il vano di destra con la colonna tortile, e il portale marmoreo strombato della cappella soprastante) derivano dall’imitazione attenta della Basilica inferiore della Natività di Betlemme, in Terra Santa, dove sono riconoscibili ancora oggi. Fu probabilmente il fondatore del Sacro Monte, padre Bernardino Caimi a dettare istruzioni per la fedele riproduzione del prototipo palestinese. I diversi anditi furono popolati con le immagini attuali da Gaudenzio Ferrari e dalla sua équipe poco dopo il 1514.
Tra il secondo e il terzo decennio del XVI secolo Gaudenzio realizzò la cappella dell’Arrivo dei Magi (c.5) con la sua decorazione interna intervenendovi come plasticatore e pittore, e forse anche come architetto.
All’inizio del XVII secolo venne costruito il corridoio davanti alla cappella dell'Arrivo dei Magi (c.5) e, a metà Ottocento, il portico antistante, demolendone in parte l’originario frontone.
Oggi il complesso include le cappelle dell’Arrivo dei Magi (c.5), della Natività (c.6), dell’Adorazione dei pastori (c.7), della Presentazione al tempio (c.8) e del Secondo sogno di Giuseppe (c.9).

Le cinque cappelle del complesso sono state interamente restaurate ed illuminate dalla Riserva, con finanziamenti della Compagnia di san Paolo e della Regione Piemonte, tra il 2006 e il 2010. 

PALAZZO DI PILATO [+] Espandi

Un antico Palazzo di Pilato esisteva già nel XVI secolo. Il nuovo Palazzo si inserisce nella pianificazione della zona alta del Sacro Monte voluta dal vescovo Carlo Bascapè che voleva riuniti in quest’edificio i principali misteri della passione di Cristo.

Il progetto prese corpo nelle riflessioni del vescovo nei primi anni del Seicento e fu probabilmente steso da Giovanni d’Enrico e Bartolomeo Ravelli, attivi in questi anni a realizzare le richieste del vescovo per la costruzione di nuovi spazi urbani ed edifici al Sacro Monte.

Il Palazzo ospita le varie tappe del giudizio di Cristo davanti a Pilato e i momenti salienti della Passione dal Primo al Secondo incontro di Cristo con Pilato (cc. 27 e 29) alla Flagellazione (c. 30), all’Incoronazione di spine (c. 31) al mistero di Cristo condotto al Pretorio (c. 32), all'"Ecce Homo" (c. 33), alla scena in cui Pilato si lava le mani (c. 34), alla Condanna di Cristo da parte di Pilato (c. 35).

Il vescovo voleva che venissero scelti, per la decorazione interna di queste cappelle, gli artisti più prestigiosi disponibili nelle diocesi di Milano e di Novara. Due cappelle vennero decorate da Morazzone e due da Tanzio da Varallo. Dopo il secondo decennio del Seicento i lavori rallentarono. L’ultima cappella (c. 29) fu completata solo circa cinquant’anni più tardi da Pierfrancesco Gianoli.

La scala di collegamento fra i due piani dell’edificio, fu concepita, nel progetto di rievocazione della città di Gerusalemme voluto dal Bascapè, come imitazione della scala santa di san Giovanni in Laterano in cui ogni comunità della Valle fu invitata a donare un gradino. 

CALVARIO [+] Espandi

Il complesso fu costruito per aggregazione di diversi nuclei nel corso di più di un secolo.

La costruzione originaria è ricordata in un’antica guida del 1514 che descrive una ”cappelletta concavata” con le immagini della Madonna e dell’arcangelo Gabriele (potrebbe trattarsi delle sculture di legno policrome collocate nell’odierna cappella dell’Annunciazione), costruita ad imitazione della casa della Madonna di Nazaret in Palestina. Questo vano, ai cui lati era accostato un portico aperto, è stato riconosciuto nella zona inferiore del fabbricato.

Al primo nucleo fu aggiunta, poco dopo il 1514, la “casa di Loreto” (attuale cappella dell'Annunciazione, c. 2) in cui era in origine posta la statua della Madonna col Bambino in terracotta di Gaudenzio Ferrari che fu poi trasferita nella cappella del secondo sogno di Giuseppe (c. 9) ove è tuttora visibile.

Negli anni Quaranta del Cinquecento, abbandonato l’antico luogo, al mistero dell’Annunciazione fu dedicato un nuovo vano (coincidente con la attuale cappella della Visitazione, c. 3). Circa trent’anni più tardi ulteriori cambiamenti portarono il mistero nella sua attuale collocazione. Mentre la cappella n. 3 fu dedicata alla Visitazione.

Tra il primo e il secondo decennio del XVII secolo il vescovo Bascapè fece chiudere il portico aperto contiguo all’antica Annunciazione per collocarvi la scena del Primo sogno di Giuseppe (c. 4).

Oggi il complesso comprende le cappelle dell’Annunciazione (n. 2), della Visitazione (c. 3) e del Primo sogno di Giuseppe (c. 4).

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