L’influenza dei dettami della controriforma sui temi religiosi rappresentati

Nel 1584 Carlo Borromeo, nella sua ultima visita al Sacro Monte, meditava di portarvi con sé alcuni consiglieri esperti di teologia e architettura per riordinare il complesso poiché i “misteri” gli sembravano confusi.
Carlo Bascapé(1593-1615) riprese le riflessioni avviate da san Carlo per una profonda riorganizzazione del complesso. Il Sacro Monte divenne in questa fase, grazie al suo intervento, il banco di prova di uno straordinario esperimento di didattica religiosa, in linea con gli indirizzi emanati dal Concilio di Trento che aveva ritenuto le immagini uno strumento importante per educare i fedeli (in massima parte analfabeti) alla vera fede.

 

Esse, però, andavano controllate e verificate nei loro contenuti perché risultassero effettivamente conformi alle sacre Scritture.
A Varallo i temi sottolineati dal Concilio di Trento influenzarono, già negli anni Ottanta del Cinquecento, il dibattito su cosa raffigurare all’interno della cappella di Adamo ed Eva (c.1): una bella scena generica con la creazione del mondo, con la serie degli animali e la gerarchia degli angeli celesti, o piuttosto la caduta di Adamo, occasione dell’incarnazione di Dio e della storia della Salvezza, tema che verrà poi scelto.
Bascapè riorganizzò l’intero Sacro Monte per farne uno strumento di insegnamento ai fedeli della verità delle Scritture, avocando a se’ il compito di stabilire cosa dovesse essere raffigurato nelle singole cappelle. Riorganizzò i percorsi per consentire un coerente svolgimento della storia sacra, rispettando la successione cronologica degli episodi della vita di Cristo. Fu lui ad autorizzare la costruzione delle nuove cappelle e la loro decorazione, mentre la fabbriceria gestiva i fondi per la prosecuzione del cantiere. Ai frati francescani, gli eredi del padre Bernardino Caimi, lasciò, invece, la cura spirituale del Monte. Le raffigurazioni dovevano essere credibili, naturali, comprensibili a tutti, conformi alla storia sacra e coinvolgenti, per aiutare i fedeli alla preghiera. L’esigenza di conformità storica con la Bibbia lo indusse, ad esempio, a far sostituire le statue della cappella della Visitazione (c.3) perché Elisabetta non vi era raffigurata con un’età adeguata (il miracolo del suo concepimento era dovuto alla sua età avanzata).

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