L’ambiente

Il Sacro Monte delle origini

Continuando il percorso del Sacro Monte oltre la zona del bosco del Vallone dell’Inferno che ospita le cappelle più antiche, lo scenario cambia: tra i vialetti acciottolati e le siepi di bosso, potate con delle forme particolari che ci riportano idealmente al Sacro Monte progettato da Galeazzo Alessi, si distribuiscono cappelle con architetture più raffinate di sapore tardo rinascimentale (dalla cappella del Battesimo di Cristo (c.12), alla cappella dell’Ingresso di Gesù in Gerusalemme, c.19).

Più avanti si incontrano le due piazze, quella civile e quella religiosa, con i loro palazzi porticati e le teorie di colonne, veri palazzi e vere piazze, abitati però da statue e dipinti, realizzati ai tempi in cui erano i vescovi a guidare i lavori.

La piazza dei Tribunali, progettata nel primo Seicento da Giovanni d’Enrico e Bartolomeo Ravelli, ospita i Palazzi dei Tribunali: il Palazzo di Caifa (c.25), quello di Pilato (c. 23, 27, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35), di Erode (c.28), di Anna (c.24), ove è raccontata la storia del giudizio di Cristo davanti ai sacerdoti, al re ed al governatore romano.
La piazza della Basilica è sorta per aggregazioni di nuclei diversi a partire dal tardo Quattrocento e si è conclusa con la facciata della nuova Basilica alla fine dell’Ottocento.

 

Dal Vallone dell'Inferno alla piazza della Basilica

Continuando il percorso del Sacro Monte oltre la zona del bosco del Vallone dell’Inferno che ospita le cappelle più antiche, lo scenario cambia: tra i vialetti acciottolati e le siepi di bosso, potate con delle forme particolari che ci riportano idealmente al Sacro Monte progettato da Galeazzo Alessi, si distribuiscono cappelle con architetture più raffinate di sapore tardo rinascimentale (dalla cappella del Battesimo di Cristo (c.12), alla cappella dell’Ingresso di Gesù in Gerusalemme, c.19).
Più avanti si incontrano le due piazze, quella civile e quella religiosa, con i loro palazzi porticati e le teorie di colonne, veri palazzi e vere piazze, abitati però da statue e dipinti, realizzati ai tempi in cui erano i vescovi a guidare i lavori.

 

La piazza dei Tribunali, progettata nel primo Seicento da Giovanni d’Enrico e Bartolomeo Ravelli, ospita i Palazzi dei Tribunali: il Palazzo di Caifa (c.25), quello di Pilato (c. 23, 27, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35), di Erode (c.28), di Anna (c.24), ove è raccontata la storia del giudizio di Cristo davanti ai sacerdoti, al re ed al governatore romano.
La piazza della Basilica è sorta per aggregazioni di nuclei diversi a partire dal tardo Quattrocento e si è conclusa con la facciata della nuova Basilica alla fine dell’Ottocento.

 

Piazza della Basilica

Nell’ampio pianoro posto sulla sommità del colle Galeazzo Alessi (1565-1569 ca.) prevedeva l’ingresso, attraverso la “Porta Aurea”, alla città di Gerusalemme, cinta di mura. La Porta fu realizzata solo nel 1723 dall’architetto Giovanni Battista Morondi, decorata con scene dell’Antico Testamento dal pittore Borsetti, ridipinte a fine Ottocento da Francesco Burlazzi.
Già dal 1514 nella piazza si ergeva una fontana sormontata dall’immagine di Cristo e circondata di abeti.La piazza della Basilica venne costruita per aggregazione di edifici di epoche diverse. Il più antico di essi è il Sepolcro di Cristo (c.43) (1491) che imita il Sepolcro di Gerusalemme. Lì accanto venne edificato, tra il 1486 e il 1493, il nucleo che oggi ospita le cappelle della Pietà (c.40) e della Sindone (c.41), destinato allora a ricordare, come a Gerusalemme, l’episodio dell’unzione del corpo di Cristo, le cui sculture in legno policromo sono conservate presso la Pinacoteca di Varallo.

Poco più tardi si procedette alla costruzione del Calvario, per ospitare la Crocifissione (c.38) inglobando parte della roccia che affiorava sulla sommità del colle. Nella prima metà del XVII secolo alla cappella della Crocifissione (c.38) furono affiancate le cappelle dell’Affissione alla croce (c.37) e della Deposizione dalla croce (c.39).
Nel 1614 si iniziò la costruzione della nuova chiesa conclusa solo nel 1896.

L’Albergo del Pellegrino venne realizzato come Casa per Esercizi Spirituali nel tardo Settecento al posto della chiesa vecchia, abbattuta nel 1773, inglobando l’antica cappella del Cenacolo (detta “sala-cappella”).

 

 

Nel 1776, dopo l’abbattimento delle antiche cappelle dell’Orazione nell’orto e dei Discepoli dormienti, poste sulle pendici del colle del Monte Tabor, venne costruito il porticato sul lato sinistro della piazza ove vennero allineate le cappelle dell’Ultima Cena (c.20) e dell’Orazione nell’Orto (c.21) e, a seguito di un successivo prolungamento, la cappella dei Discepoli dormienti (c.22).

 

Piazza dei Tribunali

L’idea di una piazza nella zona alta del Sacro Monte era già presente nel progetto di Galeazzo Alessi (1565-1569 ca.) che nel pianoro sulla sommità del monte voleva riprodurre una sorta di “città ideale”, la città di Gerusalemme, dal raffinato disegno urbanistico.
Questa concezione urbana, che costituisce oggi una particolarità del Sacro Monte di Varallo, fu mantenuta da Carlo Bascapè (1593-1615) che fece progettare la piazza da Giovanni d’Enrico e Bartolomeo Ravelli. Fu ancora Bascapè e far costruire il Palazzo di Pilato, il grande edificio che delimita i due spazi urbani e fa da cerniera fra le due piazze, la piazza civile, piazza dei Tribunali, e quella religiosa, oggi denominata piazza della Basilica, al cui interno volle riunite le tappe principali della Passione di Gesù e a decorarle le quali volle coinvolti i migliori artisti attivi in ambito lombardo in quegli anni.

Gli altri edifici, il Palazzo di Erode (c.28), il Palazzo di Caifa (c.25), il Palazzo di Anna (c.24), pur presenti almeno in parte nella progettazione di primo Seicento, furono realizzati successivamente, nei primi decenni del XVII secolo i primi due, mentre il Tribunale di Anna (c.24) fu concluso solo nel 1765.

 

Piazza Giovanni Testori

Già nel "Libro dei Misteri" di Galeazzo Alessi (1565-1569) era prevista una piazza gradinata con fontane, mai realizzata.

A fine Ottocento (1881) lo scultore Giovanni Albertoni, professore all’Accademia Albertina di Torino e presidente della Commissione per la Conservazione del Sacro Monte, donò al santuario un’artistica fontana, sormontata dalla statua del "Pescatorello" da lui scolpita, per nobilitare l’area davanti alla porta di ingresso al Sacro Monte delimitata a sinistra dal vecchio albergo voluto sul finire del XVI secolo dal vescovo Carlo Bascapè. Nel 1944 la statua del pescatorello fu danneggiata da alcuni monelli, perciò la fontana venne smontata e la scultura venne ricoverata al Museo del Sacro Monte.

Nel 1997 la Riserva del Sacro Monte ha chiuso la piazza al traffico automobilistico e al parcheggio, ne ha previsto la pavimentazione in ciottoli (era in terra battuta) delimitandola con piccoli cordoli curvilinei.

Nel 2005, ritrovati quasi tutti i pezzi, l’antica fontana è stata ricostruita e ricollocata nell’originaria posizione realizzando delle copie del capitello e della statua del pescatorello.

La piazza è stata intitolata a Giovanni Testori, storico dell’arte e poeta, che studiò l’arte valsesiana e del Sacro Monte.

 

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