Pier Francesco Gianoli

(Campertogno 1624 – Milano 1692)

Pier Francesco Gianoli è un pittore di origine valsesiana ed uno dei più importanti protagonisti della cultura figurativa piemontese del secondo Seicento, in grado di coniugare la fedeltà alla tradizione locale con il coraggioso confronto con le novità della cultura barocca romana, leader a quell'epoca nel panorama europeo. Dopo una formazione in valle e nel capoluogo lombardo, sentì infatti la necessità di un viaggio di aggiornamento a Roma. Suo costante riferimento, e modello anche facilmente disponibile in loco, nella sua terra di origine, fu Tanzio da Varallo.
Intorno al 1650 si recò a Roma, dove forse entrò nello studio di Andrea Sacchi per aggiornarsi al classicismo pittorico del barocco romano.
Nel 1654 è residente a Milano, ma probabilmente ritorna nello stesso anno stabilmente in Valsesia ove cerca di inserirsi nel prestigioso cantiere del Sacro Monte, in cui erano venute a mancare, per la scomparsa dei fratelli d’Enrico, figure di primo piano. L’anno successivo presenta infatti alla fabbrica del Sacro Monte alcune proposte per la decorazione della nuova cappella di sant’Anna (demolita negli anni Trenta del XX secolo) di cui termina gli affreschi nel 1656, mentre nel 1657 completa la decorazione della cappella ove Cristo sale al Pretorio (c.32). Più complessa è invece la vicenda relativa agli affreschi della cappella in cui Cristo è condotto la seconda volta davanti a Pilato (c.29) trascinatasi, probabilmente per difficoltà economiche della fabbrica, dal 1658, anno dell’incarico, alla conclusione avvenuta nel 1679, suggellata dalla firma e dalla data apposta dal pittore sotto il suo autoritratto dipinto sulla parete sinistra (oggi conservato in Pinacoteca di Varallo). Nel 1680 affrescò l’oratorio dell’Addolorata presso la seconda cappella del Sacro Monte di Orta.
Gianoli operò nel novarese (dipinse fra l’altro tre scene sacre per il Battistero di Novara) e in Valsesia da Campertogno a Borgosesia, a Quarona, a Scopello, e a Varallo ove lasciò diverse opere fra cui la serie di tele dedicate alla vita di san Gaudenzio, per la Collegiata.
Tra il 1668 e il 1671 realizzò altre cinque grandi tele per la Confraternita varallese di santa Marta esposte in Pinacoteca a Varallo. Dipinse inoltre numerosi quadri da stanza e ritratti per committenti privati.

 

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