La Basilica dell’Assunta

L’antica chiesa del Sacro Monte, costruita a fine Quattrocento, dedicata alla Madonna Assunta, era situata dove oggi sorge l’Albergo “Casa del Pellegrino” e con il tempo e l’accresciuta fama del Sacro Monte risultò insufficiente.
Nel 1614 si iniziò la nuova chiesa con le donazioni di Agostino Beccaria, un nobiluomo di Pavia, e le elemosine dei pellegrini. Dapprima si edificò il coro, ultimato nel 1642, dove, con una cerimonia solenne, venne trasportata dalla chiesa vecchia la statua lignea della Madonna dormiente, una delle più antiche del Sacro Monte, già documentata nel 1498, attribuita a Gaudenzio Ferrari, oggi conservata nello scurolo.

Nel secondo Seicento si realizzò la navata. Solo nel 1896 l’edificio venne completato con la facciata attuale, di gusto eclettico, grazie alla munificenza di Costantino e Giulia Durio, su progetto dell’architetto Cerutti di Valpiana.

L’interno è di gusto barocco; la navata fu decorata da Francesco Leva e da Carlo Penna da Camasco (1714), il presbiterio e il coro da Andrea Cucchi di Milano e dal pittore valsesiano Giovanni Antonio Orgiazzi il Vecchio (1748-1750). Le sei cappelle laterali furono completate e allestite internamente fra il pieno Settecento e l’inizio del XIX secolo e risentono del gusto artistico dell’epoca, dal rococò al neoclassicismo.

Nel coro è sospeso lo spettacolare gruppo in terracotta barocco dell’Assunta in gloria sormontata dalla Trinità e circondata da angeli e santi opera di Dionigi Bussola, scultore lombardo proveniente dal cantiere del duomo di Milano (1665-1680 ca.) e attivo anche alla Certosa di Pavia e nei Sacri Monti di Orta, Domodossola e Varese. La cupola fu dipinta dai fratelli Danedi detti i Montalti. L'altare aggiore e lo scurolo furono realizzati su progetto del Regio Architetto Benedetto Alfieri (1740 ca.).

 

 

 

La basilica, con l’immagine, tipica della chiesa orientale, della Madonna morta posta nello scurolo e, la figura, propria della tradizione occidentale, della Vergine Assunta, in posizione corrispondente nel coro, conclude l’itinerario religioso del Sacro Monte

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